Clamoroso! In Sardegna blocco dell'eolico. La Regione gestirà tutto lei

Ugo Cappellacci (nella foto a sinistra) che ha illustrato il contenuto di tre delibere approvate con cui l'esecutivo impone il blocco alla realizzazione di impianti per la produzione dell'energia dal vento. Con un provvedimento della Giunta è stato previsto, inoltre, di notificare, tramite i legali della Regione, alle capitanerie di porto la diffida alla realizzazione di impianti off-shore davanti ai litorali sardi. Una decisione che riguarda in particolare il parco eolico progettato nel Golfo di Cagliari dalla ditta Trevi.
Rimangono esclusi gli impianti per l'autoproduzione e l'autoconsumo, come nel caso di Portovesme. "La Regione ha deciso di gestire direttamente in proprio la realizzazione di impianti per la produzione dio energie rinnovabili", ha spiegato Cappellacci, "tramite una nuova SpA interamente a capitale pubblico, la Sardegna Energia, che si occupera' non solo dell'eolico ma di tutte le energie rinnovabili. Ringraziamo tutti gli imprenditori che volevano realizzare delle strutture in Sardegna, ma riteniamo di poter fare da soli. Abbiamo deciso di opporci a quelli che qualcuno ha definito i signori del vento".

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Target 20tes_news.gif20: l'Italia dovrà importare energia verde


La nostra Nazione risulta uno dei cinque Stati membri dell'Ue che

prevede di non riuscire a raggiungere entro il 2020 il proprio obiettivo sulle fonti rinnovabili per mezzo della propria produzione interna. Per tale motivo risulterebbe quindi ovvio che sarà costretta ad acquistare all'estero l'energia pulita per tentare di rispettare gli obblighi previsti dal "Pacchetto Clima" dell'Unione Europea. «Le previsioni degli Stati membri - ha dichiarato Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger (nella foto a sinistra) - confermano che l'Ue riuscirà a raggiungere e, addirittura, superare, l'obiettivo del 2020».
La Commisione prevede infatti di raggiungere il 20,3%. Al di là del nostro Paese, gli altri quattro Stati membri "inadempienti" agli obblighi dell'Ue sono: Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta. Questi, dovranno anch'essi ricorrere all'importazione di energia verde per tentare di rientrare nei propri target. Al contrario di questi, ben 12 dei 27 Stati membri (comprese Francia e Gran Bretagna) programmano che sia sufficiente la propria produzione nazionale di rinnovabili, e 10 (tra cui Germania, Svezia e Spagna) ipotizzano per giunta di superare il proprio target. Il nostro Governo ha comunicato a Bruxelles che prevede di acquistare da paesi terzi energia rinnovabile e biocarburanti per circa 4 Mtep (tonnellate di equivalente petrolio) all'anno (calcolati al 2020) e in particolare fino a 1,1 Mtep di energia pulita da nazioni vicine come Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia. Nel report italiano si ipotizzerebbe anche che la crescita di queste importazioni dovrebbe avvenire in quattro step: 0,086 Mtep nel 2014, 0,860 nel 2016, 1,170 nel 2018 e 1,170 nel 2020. Nel frattempo, la Commissione europea ha tenuto a precisare che il nucleare continuerà a non essere valutato una fonte di energia rinnovabile.

«Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare - ha dichiarato la Holzner all'Agenzia Ansa -. La politica della Commissione non è cambiata e continua a considerare fonti rinnovabili soltanto quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse. La Commissione non ha competenze sul mix energetico, pertanto noi non interferiamo sulla scelta a favore o contro il nucleare - ha ribadito la portavoce - Ciò che per noi è importante è che siano garantiti standard di sicurezza molto alti, perché questo è un aspetto che riguarda tutti i cittadini della Ue». Ricordiamo che il commissario Ue all'Energia, Oettinger, aveva dichiarato al suo insediamento che a riguardo delle scorie nucleari la Commissione rebbe elaborato nuove regole per la loro eliminazione e stoccaggio; queste, presumibilmente, dovrebbero essere presentate entro la fine dell'anno.


tes_news.gifNasce il consorzio della smart grid, per l'Italia c'è Prysmian

consorzio della smart grid, della rete intelligente dell'alta tensione. Indispensabile per affrontare i programmi europei che rafforzano l'energia elettrica da fonti rinnovabili. I capi di undici società internazionali si sono riuniti a Londra per presentare l'associazione Friends of the supergrid, creata per sostenere la costruzione di una super-rete europea di alta tensione ma soprattutto per fornire ai politici dei paesi europei quei consigli e quelle conoscenze indispensabili per adottare politiche accorte in un tema dove una svista normativa può produrre pasticci internazionali.
Ognuna delle società che si sono associate – altre stanno già aderendo – ha competenze specifiche: è il caso dell'italiana Prysmian (ex Pirelli Cavi), specializzata nei grandi cavi elettrici sottomarini; oppure è il caso del colosso tedesco Siemens. L'associazione riunisce società rappresentative dei settori diversi della fornitura (o dell'utilizzo, come acquirenti) di infrastrutture e tecnologie di alta tensione. I membri sono le belghe 3E, Deme ed Elia, la francese Areva, la Blue Energy, le società di ingegneria Hochtief, Parsons Brinckerhoff e Visser & Smit, l'irlandese Mainstream, oltre a Siemens e Prysmian.

Perché una super-rete elettrica? Le maggiori tecnologie per le fonti rinnovabili non producono la corrente in modo costante. Il peregrinare del vento può far girare le eliche là dove non serve o quando non c'è domanda; una nuvola spegne di colpo una centrale solare. Il fenomeno diventerà sempre più accentuato con i programmi europei di diffusione delle centrali ecologiche, secondo il piano 20-20-20 che prevede nel 2020 il ricorso al 20% di energia da fonti rinnovabili. Le centrali si costruiranno non dove serve ma spesso in zone remote, le più ventose nel mare del Nord, le meglio soleggiate nel deserto del Sahara. I loro flussi di produzione saranno incostanti, in un senso e nell'altro secondo i momenti e la richiesta dei consumatori di elettricità. È questa la prospettiva in crescita maggiore, e non a caso il 65% dell'Ebitda 2009 della Prysmian è venuto dal settore dei cavi tecnologici, e i collegamenti sottomarini assicurano un portafoglio ordini di due anni. Ma la rete elettrica oggi ha una struttura a stella e a senso unico: centrali elettriche a produzione costante e programmabile da cui partono, come bracci, le linee di alta tensione verso i consumatori. «Un sistema "intelligente" è come una rete con nodi; dalle centrali eoliche, soprattutto quelle in mare – spiega Marcello Del Brenna, a capo della divisione cavi alta tensione e sottomarini della Prysmian – saranno posati i collegamenti verso i nodi. La rete sarà internazionale, rendendo fluido ed efficiente il mercato; il fatto che l'energia rinnovabile non andrà dispersa consentirà di spegnere centrali alimentate da combustibili e di ridurre le emissioni di anidride carbonica. L'efficienza e il mercato aperto abbasseranno i costi della corrente».


tes_news.gifIl TAR di Bari si pronuncia su DIA e fonti rinnovabili

La

denuncia d’inizio attività (DIA) per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonte eolica rappresenta, come quella edilizia, un regime sostitutivo della normale procedura autorizzatoria: le attestazioni che devono accompagnare la dichiarazione regionale, pertanto, non possono che ricalcare, in linea di massima, la documentazione da produrre con l’istanza per l’ottenimento dell’autorizzazione, di cui al D.Lgs n. 384/03. In definitiva, nell’assenza della documentazione, se pertinente ed essenziale, la dichiarazione d’inizio attività non può reputarsi formalmente presentata e, quindi dalla data del suo deposito non può iniziare a decorrere il termine dilatorio di 30 giorni.
(Nella specie, il Collegio ha ritenuto che i documenti richiesti dal Comune appellato, ed elencati in due note comunali, fossero pertinenti, dal momento che si trattava di permessi e autorizzazioni che devono essere posseduti dal soggetto richiedente non solo per il completamento della pratica edilizia, ma anche per l’effettivo avvio dell’attività di produzione elettrica). Alla denuncia d’inizio attività d’installazione e di produzione di elettricità da fonte eolica sono applicabili gli stessi principi elaborati in tema di denuncia edilizia: pertanto, la DIA deve essere prodotta dal soggetto legittimato, ovvero dal proprietario dell’immobile o da chi abbia titolo proprietario dell’immobile o da chi abbia titolo per presentare la denuncia di inizio attività. (Il Collegio ha evidenziato che, per edificare, è necessario che il soggetto istante sia o il titolare del diritto di proprietà sul fondo o chi, pur essendo titolare di altro diritto, reale o di obbligazione, abbia, per effetto di questo, obbligo o facoltà di eseguire i lavori per cui chiede il permesso; quindi anche il locatario se il contratto di locazione reca l’esplicita o implicita, ma inequivocabile, autorizzazione all’esecuzione di dati interventi di trasformazione edilizia del bene in funzione dell’uso per il quale lo stesso è stato concesso ad altri. Inoltre, ha concluso il Collegio, spetta al Comune la verifica del possesso del titolo, la cui mancanza impedisce all’amministrazione di procedere oltre nell’esame del progetto).


tes_news.gifFESR Sicilia: pubblicato bando da 60 mln per rinnovabili ed efficienza

La Regione Sicilia, per mezzo dell'

Assessorato all'Industria, in riferimento al decreto del 9 dicembre 2009 ha reso noto un bando finalizzato all'agevolazione di interventi per le rinnovabili e l'efficienza energetica rivolto agli enti locali ed altri soggetti pubblici. Il bando è stato pubblicato attraverso le pagine del Supplemento ordinario alla Gazzetta della Regione Siciliana n. 11 del 5 Marzo 2010, in attuazione del P.O. FESR 2007/2013, e prevede il finanziamento fino all'80% dei costi (a fondo perduti) di una ampia serie di interventi. L’obiettivo che si prefigge il bando è quello di promuovere iniziative nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione economica del grande potenziale delle risorse energetiche naturali presenti nel territorio.
I beneficiari del presente bando sono la Regione siciliana e le sue agenzie, gli enti locali anche consorziati, le aziende sanitarie ed ospedaliere, altri enti pubblici, le aziende pubbliche e i soggetti a capitale pubblico regionale strumentale, i centri di ricerca pubblici. Questi soggetti possono essere “anche consorziati/convenzionati con società E.S.Co.  o con società di servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili, che, alla data dell’avvio del progetto, hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di intervento (delibera AEEG n. 103/03 allegato A e successive modifiche)”.

In riferimento alle singole categoria di spesa, il bando specifica tutti gli interventi ammissibili e anche le rispettive risorse assegnate:
  • Energie rinnovabili: solare (€ 18.690.696,74)
  • Energie rinnovabili: eolica (€ 5.607.711,55)
  • Energie rinnovabili: da biomassa (€ 8.411.567,01)
  • Energie rinnovabili: idroelettrica, geotermica e altre (€ 7.290.024,70)
  • Efficienza energetica, cogenerazione, gestione energetica (€ 20.000.000,00)
Le risorse finanziarie pubbliche complessive per l’attuazione del presente bando ammontano a € 60.000.000,00. La percentuale di finanziamento può essere erogata nella misura massima dell’80% dell’ammontare totale del singolo investimento. Nel caso di impianti fotovoltaici classificati come “parzialmente integrati” la percentuale massima del finanziamento è pari al 20%. In ogni caso il finanziamento complessivo concedibile a uno stesso soggetto proponente non può superare i € 3.000.000, indipendentemente dal numero di interventi presentati. L’investimento ammissibile deve essere pari almeno a 50.000 € per singolo intervento.

Il bando scade il 2 agosto 2010, ossia 150 giorni a partire dal 5 marzo 2010, giorno di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.